martedì 31 maggio 2011

Un nuovo Lago dei cigni firmato Chalmer

Mercoledì 1° giugno 2011, alle ore 20.30, al Teatro Comunale di Firenze, va in scena la prima assoluta di un dramma rivisitato, all’interno di una cornice musicale e di un balletto ben noto: Il Lago dei Cigni di Pëtr Il'ič Čajkovskij, andato in scena per la prima volta a Mosca nel 1877. Autore della nuova, originale coreografia il canadese Paul Chalmer.
Francesco Ventriglia, Direttore del Corpo di Ballo di Maggio Danza mette in evidenza la flessibilità della compagnia, in grado di affrontare spettacoli contemporanei (Serata Sacra, ad esempio, andata in scena lo scorso marzo), e allo stesso tempo balletti di repertorio, ricchi di un vocabolario classico, molto difficile da un punto di vista tecnico.
La flessibilità e duttilità del nuovo Maggio Danza hanno permesso di forgiare una ballerina, Federica Maine (24 anni), che  si troverà a ricoprire per la prima volta un ruolo d’étoile: Il Cigno; sta dunque per nascere una nuova stella dal Corpo di Ballo del Maggio Fiorentino.
Accanto a lei debutta nel Lago dei Cigni Alessandro Riga, étoile ospite residente, che non impersonerà il principe Siegfried (protagonista nella versione consueta del balletto), ma Vladimir, il nipote di Pëtr Il'ič Čajkovskij, quest’ultimo interpretato da Bruno Milo.
La musica meravigliosa di Čajkovskij - eseguita dal vivo dall'Orchestra del Maggio Musicale diretta da Nir Kabaretti - si tramuta dunque nella colonna sonora di una rivisitazione drammaturgica dell’opera, che affronta la biografia del compositore, e della sua passione impossibile per il nipote Vladimir, un dramma che potrebbe averlo costretto al suicidio, all’età di 53 anni (1840 - 1893).
Se le biografie ufficiali menzionano quale causa della morte il colera, la tesi del suicidio trova un appiglio nel fatto che l’arsenico potrebbe produrre una sintomatologia pressoché identica a quella del colera.
Il balletto si trasforma da favola in giallo, con le passioni che si trasformano, in un concatenarsi continuo di metamorfosi: da quelle dei cigni, a quelle della scena circolare, a quelle dell’acqua del lago, che si trasformerà in pioggia, ghiaccio, neve, una delle tante metafore dell’esistenza umana.
Le scene della nuova produzione sono firmate da Italo Grassi, i costumi da Giulia Bonaldi, le luci di Valerio Tiberi, visual designer Sergio Metalli.
Repliche il 3, 4 e 5 giugno.

Si ringrazia Caffè Ideal Firenze

sabato 28 maggio 2011

Il Maggio nelle vetrine dei negozi di Firenze

In occasione del 57° Festival del Maggio Musicale Fiorentino (era il 1994) nacque l’idea di rendere la città di Firenze maggiormente partecipe degli spettacoli in cartellone e di coinvolgere e tramutare in protagonisti i negozi del centro storico. L’idea venne all’Associazione degli Amici del Maggio, con l’intento di vestire Firenze dello stesso entusiasmo e della stessa vivacità che caratterizza e contagia molte città europee, durante festival prestigiosi: “Ci sembrava importante che alcune strade del centro storico fossero in tal modo specchio del nostro Festival, che può essere considerato come una delle più antiche e prestigiose manifestazioni musicali europee.”
Da quest’idea nacque dunque un concorso “Il Maggio in vetrina”, per premiare le vetrine più significative ed originali, capaci con i loro addobbi di musicare le strade del centro storico di Firenze, e di richiamare gli allestimenti ed i titoli in produzione, così da creare di vetrina in vetrina, lungo diversi percorsi cittadini, una continuità con il Teatro Comunale, un filo d’Arianna capace di guidare i passanti, i turisti, e di far eco alla musica del teatro e del festival. Da allora, di anno in anno questo appuntamento degli Amici del Maggio si è rinnovato, giungendo alla XVII edizione. Da segnalare proprio la dedizione ed il lavoro dell’Associazione, ideatrice e ambasciatrice dell’iniziativa, che non solo raccoglie le adesioni, ma monitora e assiste costantemente gli esercizi che decidono di aderire. I negozi possono scegliere diverse modalità, partendo da una semplice foto o locandina, fino ad impiegare creatività ed immaginazione per richiamare un titolo operistico o un personaggio.
Quest’anno ad ispirare sono state le produzioni di Aida, de L’Italia del destino, della prossima Incoronazione di Poppea, dell’imminente Lago dei Cigni, ed i titoli di Maggio Bimbi, fra cui Pierino il lupo e Pinocchio… Cogliamo l’occasione per segnalare un’iniziativa del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino per questo 74° Festival, una vetrofania ideata dal Teatro e dedicata proprio agli esercizi commerciali e veicolata attraverso una collaborazione con: Federturismo Confindustria; Federalberghi Firenze; Confederazione Nazionale Artigianato Firenze; Consorzio Firenze Albergo. Si tratta di una vetrofania dotata di codice QR (in inglese qrcode), ovvero un codice a barre usato per trasmettere informazioni ad un telefono cellulare o smartphone, il teatro ha reso così attivato un’applicazione che contiene il programma del festival, che è tuttora possibile scaricare puntando il proprio telefonino sulla vetrofania. È stata poi realizzata una vetrofania personalizzata per il concorso, simile alla precedente.
Lunedì 30 Maggio alle ore 11.30 si terrà la premiazione del concorso ‘Il Maggio in Vetrina’, che quest'anno vede coinvolti più di quaranta negozi, disseminati nelle principali vie del centro di Firenze. Lunedì verranno dunque resi noti i vincitori di questa XVII edizione.

Fournier-Facio e il tempo di Gustav Mahler

Prosegue presso la Biblioteca delle Oblate (via dell’Oriuolo 26) MaggioLibri, il ciclo di incontri letterari sul mondo della lirica, nato dalla collaborazione tra il Maggio Musicale Fiorentino e Cooperativa Archeologia. Martedì 31 maggio alle ore 18 sull’Altana vista Duomo della Biblioteca l’autore Gastón Fournier-Facio, attuale coordinatore artistico per il Teatro alla Scala di Milano, presenterà Gustav Mahler. Il mio tempo verrà (Il Saggiatore, 2010), dedicato al grande compositore e direttore d'orchestra austriaco, scomparso nel 1911.
Mahler rivive in quest'antologia di scritti grazie alle parole di molti suoi estimatori, tra cui musicologi, musicisti, scrittori e grandi pensatori, tutti accomunati da una profonda passione e conoscenza della sua opera. Ernst Bloch, Richard Strauss, Arthur Schnitzler, Thomas Mann, Arnold Schonberg, Alma Mahler, Theodor W. Adorno, Glenn Gould, Leonard Bernstein, Daniel Barenboim e Claudio Abbado sono solo alcuni dei grandi nomi che Gaston Fournier-Facio ha selezionato. Saggi, scritti critici, lettere private e biglietti personali che contribuiscono a comporre un vivido affresco di un Maestro e un approfondimento accurato della sua produzione. Modera Giovanni Vitali, Responsabile Comunicazione Istituzionale del Maggio Musicale Fiorentino.
Nato in Costa Rica, dove ha ottenuto un Master in Storia presso la locale università, Gastón Fournier-Facio ha proseguito gli studi musicali in Inghilterra, presso la University of Sussex, dove ha conseguito un Master in Musicologia. Dopo essere stato Ministro Consigliere e Console Generale presso l’Ambasciata di Costa Rica a Londra, si è dedicato all’attività di Coordinatore Artistico presso prestigiose istituzioni lirico-sinfoniche italiane (Biennale di Venezia, Maggio Musicale Fiorentino, Accademia Nazionale di Santa Cecilia). Ha pubblicato vari testi sulla vita e l’opera di Gustav Mahler per Electa, De Sono e The Boydell Press. In virtù del suo apprezzato lavoro di diffusione della musica austriaca e in particolare di quella di Gustav Mahler, nel 2005 è stato insignito dalla Repubblica Austriaca della “Ehrenkreuz für Kunst und Wissenschaft” (Croce d’Onore per l’Arte e la Scienza). Attualmente riveste l’incarico di Coordinatore artistico del Teatro alla Scala.
MaggioLibri prosegue Martedì 7 giugno alle 18 doppio appuntamento con la presentazione di Controtenori. La rinascita dei «nuovi angeli» nella prassi esecutiva dall'opera barocca di Alessandro Mormile, il quale si interroga su chi siano i controtenori, e perché si sia giunti al loro impiego nelle moderne esecuzioni delle opere barocche, e, a seguire, Lustrini per il regno dei cieli. Ritratti di evirati cantori di Luca Scarlini, sulla figura dei castrati, che illumina alcune zona d’ombra nella saga plurisecolare degli eunuchi italici, vite d’inferno al servizio del paradiso. Ingresso libero agli eventi.

Maggio Cinema: "Mio figlio Nerone" di Steno

Al Maggio Musicale si avvicina L'incoronazione di Poppea e a Maggio Cinema arriva il peplum per raccontarci l’antica Roma. Lunedì 30 maggio, alle ore 20.30 al Piccolo Teatro, proiezione di Mio figlio Nerone, regia di Steno (Stefano Vanzina), interpretato da Alberto Sordi, Brigitte Bardot, Gloria Swanson, Mario Carotenuto, Memmo Carotenuto, Giorgia Moll e Vittorio De Sica.
L'antica Roma, dunque, quella vera, che si pensava vera, e quella finta. Invero sempre finta. Potere del cinema. Il peplum fra i cinquanta e i sessanta, in qualche mondo, subentra al film opera nei gusti popolari. Sempre cose inverosimili. E sempre il pieno al box office. I film costano poco e incassano molto. Anche Hollywood se ne accorge e cala sul Tevere.
Nerone, imbelle e dissoluto, cultore infelice della poesia e del canto, nulla teme al mondo più degli interventi della madre Agrippina, che cerca invano d'infondergli un po' di energia guerriera, spingendolo a riprendere la guerra in Britannia. Giustamente Nerone pensa di sbarazzarsene. Ma senza successo. Così mentre se la spassa in compagnia di Poppea improvvisando canti sulla cetra davanti alla corte, riecco Agrippina. Ci vuole tutta la saggezza di Seneca per farla fuori una volta per tutte. Classico B movie in odore di cult. Bastano gli interpreti: Sordi con barbetta e riccioli che fa il verso al Nerone di Petrolini e la Bardot che, esplosa l’anno prima con Piace a troppi, impose a Steno di farle fare davvero il bagno nel latte di capra. Sennò che vale essere imperatrice.

giovedì 26 maggio 2011

Maggio Bimbi: "L'Italia ChiAmò!"

Giunge al quarto ed ultimo appuntamento la serie che il 74° Festival del Maggio Musicale Fiorentino ha voluto dedicare ai più piccoli: MAGGIO BIMBI. Sabato 28 maggio 2011, alle ore 17.30, presso il Teatro Goldoni di Firenze va in scena L'Italia ChiAmò!, uno spettacolo che trae ispirazione dalle musiche del nostro Risorgimento, così da richiamare ancora una volta le celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia.
A legare le musiche fra loro e la storia del nostro paese, sarà un narratore d’eccezione, un attore (Massimiliano Tonsini) chiamato ad interpretare il compositore Giuseppe Verdi. Lo spettacolo terminerà con l’esecuzione da parte di tutto il pubblico dell’Inno di Mameli, insieme al Coro del Maggio Musicale Fiorentino!
Si tratta di un progetto molto importante, realizzato in collaborazione con l’Accademia di Santa Cecilia. Dopo aver imparato il ruolo che ricoprono le figure più significative all’interno degli allestimenti scenici, (sabato 7 maggio), e aver costruito proprio in quell’occasione parte delle scene che verranno utilizzate ne L'Italia ChiAmò!; dopo aver imparato la peculiarità di molti strumenti, attraverso il capolavoro per l’infanzia composto da Sergej Prokof’ev, Pierino e il lupo, (sabato 14 maggio); dopo essersi avvicinati alla danza, attraverso un balletto ideato appositamente per loro, Pinocchio (sabato 21 maggio), i bambini verranno contagiati dall’emozione dei cori operistici risorgimentali, e alla fine di questo cammino avranno potuto avvicinare e comprendere le caratteristiche principali di ogni complesso artistico: orchestra, corpo di ballo, coro, e l’importanza dei complessi tecnici, che mettono in moto la macchina teatrale.

mercoledì 25 maggio 2011

E venne il tempo di Gustav Mahler

Leitmotiv  costante, cadenzato nella programmazione 2011 del Teatro del Maggio è l’anniversario della morte di Gustav Mahler, avvenuta a Vienna il 18 maggio 1911.
Non è dunque un caso che la Prima Sinfonia di Mahler, denominata Il Titano, sia stata più volte eseguita in tournée dall’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino e che il 14 aprile il Maestro Zubin Mehta ne abbia diretto al Teatro Comunale la Quinta Sinfonia in do diesis minore.
In occasione del 74° Festival del Maggio Musicale Fiorentino arriva a Firenze, giovedì 26 maggio alle ore 20.30 al Piccolo Teatro, uno spettacolo interpretato e diretto da Massimiliano Finazzer Flory, ispirato e consacrato appunto a Gustav Mahler, una pièce che ha debuttato al 53° Festival dei Due Mondi di Spoleto lo scorso luglio 2010, e che ha riscosso un grandissimo successo e consenso unanime a Roma, Bari, Brescia, Bologna, Venezia, Verona.
Musica e prosa si fondono in maniera magistrale amalgamati con ritmo, suspense, piacevolezza dai due interpreti: Massimiliano Finazzer Flory e Quirino Principe, affabulatori e attori capaci di portare lo spettatore nella Vienna di fine ‘800, nel suo fermento culturale, con accenni artistici ed intimi che emergeranno dall’epistolario di Gustav Mahler.
“Il tempo di Gustav Mahler”, che vede la partecipazione di Quirino Principe, filosofo della musica docente alla Scuola d’Opera di Verona, ripercorre la biografia del compositore attraverso il corpus delle lettere e altri scritti soffermandosi sui temi dell’eros, della morte, della religione, della crisi di Vienna e del mondo mitteleuropeo, del rapporto tra la musica e la filosofia del tempo in uno dei periodi più decisivi e complessi della nascente modernità
L’originale antologia di brani, tra i quali lettere dello stesso Mahler, è recitata da Massimiliano Finazzer Flory ed accompagnata da suggestioni tratte dalle sinfonie e dai lieder, sulle quali la giovanissima Chiara Taviani darà forma alle coreografie di Michela Lucenti del Balletto Civile, compagnia riconosciuta a livello internazionale tra le realtà più dinamiche ed originali della danza contemporanea.
Alle atmosfere musicali al pianoforte si accompagnano le esecuzioni alla tromba di Gianni Dallaturca.
"Con un’illuminazione profetica Gustav Mahler affermava ‘Verrà un tempo in cui i viventi si accorgeranno di essere rappresentati, descritti e identificati dalla mia musica e capiranno che essa è in loro da sempre.’ E questo è il suo tempo - spiega Massimiliano Finazzer Flory. “Lo spettacolo ruota intorno a due figure: un uomo solitario che vaga per l’universo e il bambino abbandonato in attesa del padre, entrambi alla ricerca di una Natura perduta di cui abbiamo bisogno. In scena il volto di Mahler e una duplice voce: la voce di un uomo che ha molto combattuto intimamente e profondamente sofferto senza patria, straniero talora perfino a se stesso, sempre irrequieto e con il timore di lasciare incompiuta la sua opera  – e dunque porta in causa il rapporto con le sue origini – ma anche quella di un uomo che attraverso la musica soddisfa la propria libertà interiore”.
L'ingresso allo spettacolo è libero, fino ad esaurimento dei posti disponibili.