lunedì 11 ottobre 2010

È morta Joan Sutherland, "La stupenda"


The Sidney Morning Herald ha annunciato che ieri notte, dopo una lunga malattia, è mancata Dame Joan Sutherland, il soprano australiano che era nata il 7 novembre 1926 a Sidney. L'indimenticabile interprete di tanti titoli del belcanto italiano (da Lucia di Lammermoor alla Sonnambula ai Puritani) si era ritirata da alcuni anni in Svizzera in un villino vicino a Montreux, che le aveva consigliato Noel Coward, che era stato suo vicino di casa, e proprio lì è mancata assistita dal marito, il direttore d'orchestra Richard Bonynge e dal figlio Adam.
Al Maggio Musicale 1968 aveva cantato Semiramide al Teatro Comunale e tenuto un recital, accompagnata al pianoforte da Bonynge, al Teatro della Pergola.

venerdì 8 ottobre 2010

Ventriglia nuovo direttore di MaggioDanza


È FRANCESCO VENTRIGLIA il nuovo Direttore di MaggioDanza, la Compagnia di Ballo del Maggio Musicale Fiorentino, alla guida della quale succede a Vladimir Derevianko.
Ventriglia, trentadue anni, originario di Battipaglia, si è diplomato nel 1997 alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala entrando subito a far parte della Compagnia scaligera e rivestendo ruoli solistici sia nel repertorio classico che in lavori di Forsythe, Preljocai, Kylian, Béjart, Petit, e danzando al fianco di Sylvie Guillem al Metropolitan di New York e al Covent Garden di Londra.
All’attività di interprete affianca quello di coreografo: fra le creazioni per Roberto Bolle, La lotta (da Affabulazione di Pasolini) e il Concerto di Capodanno dal Teatro La Fenice, per l’Arena di Verona Sogno di una notte di mezza estate e Jago, l’onesta poesia di un inganno con la Abbagnato e Riga, per il Teatro Marijnsky di San Pietroburgo Contraddizioni con Ulyana Lopatkina, per il Teatro Bolshoi di Mosca la sperimentazione multimediale Zakharova super game; nel 2007 coreografa a Parigi la cerimonia di presentazione della candidatura di Milano ad ospitare l’Expo 2015.
Ha fondato la compagnia Eliopoli, con la quale presenta alla Biennale di Venezia Il mare in catene, un approfondimento sul tema dell’erotismo e della disabilità, a Pergine Normale, indagine sulla normalità della follia all’interno dell’ex ospedale psichiatrico, e nel maggio 2009 Pietas, sullo Stabat Mater di Pergolesi.
Il suo passo a due Black è stato interpretato da grandi etoiles come Svetlana Zakharova con Andrei Merkuriev al Bolshoi, e da Irina Dvorovenko a Maxim Beloserkovsky dell’American Ballet Theatre; nel maggio 2010 la sua creazione Immemoria, per quaranta danzatori su musiche di Sostakovic, ha debuttato in prima mondiale al Teatro alla Scala.
Ha ricevuto il premio Gino Tani come giovane coreografo emergente, e il premio Positano Leonide Massine come promessa della coreografia italiana. Pochi giorni fa ha debuttato con successo la sua nuova creazione Transit Umbra sulla partitura di Notte trasfigurata di Schönberg per il Ballet du Grande Theatre di Ginevra.
Nel ringraziare Vladimir Derevianko per il lavoro svolto dal 2007, la Sovrintendente del Teatro del Maggio Francesca Colombo ha dichiarato: “Il desiderio di rilanciare il Corpo di Ballo del Maggio mi ha portato a scegliere Francesco Ventriglia, un giovane di talento, che ha capacità e una gran voglia di valorizzare al meglio, pur in un contesto assai difficile per il nostro Teatro sul fronte delle risorse, la ricchezza artistica, la bravura e la preparazione di MaggioDanza, investendo sullo straordinario capitale umano costituito dai nostri artisti”.
Ventriglia è già a Firenze, ed ha incontrato la Compagnia di ballo ricevendone un caloroso benvenuto. “Intendo iniziare da subito a lavorare, garantendo una presenza costante, assoluta dedizione e tutto il mio impegno artistico e personale per rilanciare la Compagnia e fare buona danza a Firenze: vorrei che questa città stupenda e MaggioDanza si riappropriassero reciprocamente l’una dell’altra”.

Intanto MaggioDanza si prepara al primo titolo della Stagione, TROIS HISTORIES di FABRIZIO MONTEVERDE, che debutta mercoledì 13 ottobre al Teatro Goldoni di Firenze (repliche sabato 16 e, pomeridiana, domenica 17).
Di Monteverde, coreografo ma anche attore e regista, nato a Fano nel ’58 e cresciuto artisticamente a Roma e a Parigi, MaggioDanza ha presentato nel tempo molti lavori, alcuni a lei dedicati: da Bene mobile nel 1988 a Herr Salieri nel ’91, dal toccante La fin du jour nel 2002 a Barbablù l’anno successivo, per riprendere ora, con il trittico al Teatro Goldoni, alcune delle sue più interessanti creazioni: ERA ETERNA, che nel 1988 segnò l’esordio del lungo sodalizio con il Balletto di Toscana, POLTRONDAMORE, dal racconto di Alberto Savinio, dialogo fra un anziano morboso e la sua poltrona trasfigurata in figura femminile, e BOLERO, creato per il Balletto di Roma nel 2007 e ispirato dal film “Non si uccidono così anche i cavalli?” di Sydney Pollack, in cui le note ossessive di Ravel scandiscono una gara di ballo che diventa gara di sopravvivenza fisica, fino allo sfinimento.
Biglietti da 15 a 25 euro, 10 con MaggioCard fino a 26 anni, disponibili online su www.maggiofiorentino.com, telefonando allo 055 2779.350, via email all’indirizzo tickets@maggiofiorentino.com, al Box Office, alla Biblioteca delle Oblate, alla Libreria Giunti al Punto in via Guicciardini, all’APT di via Cavour, e un’ora prima degli spettacoli al Teatro Goldoni (via Santa Maria 15).

New video: Trois Histoires e Salome

martedì 5 ottobre 2010

Una scabrosa "Salome" inaugura la stagione lirica


Si inaugura giovedì 7 ottobre con Salome, lo “scandaloso” atto unico di Richard Strauss dal poema di Oscar Wilde, fin dai suoi esordi inseguito dalla censura, la Stagione lirica autunnale del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino.
Nuovo l’allestimento, frutto di una virtuosa coproduzione a tre fra Maggio, Teatro Regio di Torino e Teatro Real di Madrid, ideato dal regista canadese Robert Carsen con le scene e i costumi di Radu e Miruna Boruzescu, la coreografia di Philippe Girardeau, le sequenze video di Dario Cioni e le luci di Manfred Voss e Guido Petzold; sul podio il direttore austriaco Ralf Weikert, Janice Baird nel ruolo del titolo, Kim Begley (Erode), Irina Mishura (Erodiade) e Mark S. Doss (Giovanni Battista) fra i principali interpreti.
E promette sensazioni forti la messa in scena di Carsen, che torna per la terza volta sul palcoscenico del Teatro Comunale dopo le felicissime esperienze di Fidelio nel 2003, che gli valse il Premio Abbiati della critica musicale come miglior regista dell’anno, e Elektra con Ozawa nel 2008.
A testimoniare l’amoralità materialistica e il vizio che pervade la vita familiare e pubblica dei protagonisti, l’azione si svolge nel caveau di un casinò. Pedofilia e necrofilia sono solo alcune delle perversioni dei personaggi: Erodiade ha ucciso il primo marito per sposare il di lui fratello Erode, ma quest’ultimo ne concupisce la figlia sedicenne Salome, adolescente ribelle disgustata dal mondo e dai modelli da cui è attorniata, e affascinata invece dalle parole e dalla figura apocalittica del predicatore prigioniero. La sua fatidica danza dei sette veli è un aperto oltraggio alla madre e una provocazione erotica verso i laidi figuri che la attorniano, la decapitazione del Battista che la allontana da sé l’unico modo per possederlo ed unirsi a lui, così diverso da tutti.
Dopo l’inaugurazione dell’ultima edizione del Festival con La Donna senz’ombra, ancora Strauss dunque per il Teatro del Maggio, con il dramma musicale più eseguito nella sua storia – cinque produzioni prima di questa, l’ultima nel 1994 con Mehta e Luc Bondy.
Quattro le rappresentazioni: dopo la “prima” di giovedì 7, domenica 10 (pomeridiana), martedì 12 e venerdì 15 ottobre. Per quest’ultima replica sono ancora disponibili biglietti, da 25 a 85 euro a seconda dei settori, che si possono acquistare online su www.maggiofiorentino.com, telefonando allo 055 2779.350, via email all’indirizzo tickets@maggiofiorentino.com, al Box Office, alla Biblioteca delle Oblate, alla Libreria Giunti al Punto in via Guicciardini, all’APT di via Cavour.
Intanto, per prepararsi meglio all’opera, mercoledì 6 ottobre alle ore 21 il musicologo e fine divulgatore Lorenzo Arruga la presenta al pubblico, nel corso di un incontro a cura degli Amici del Teatro del Maggio che si svolgerà nel Bar di platea del Teatro Comunale, ad ingresso libero.

sabato 2 ottobre 2010

Bronzino, la musica e la cipolla


Bronzino, non solo mostra. In occasione della grande esposizione pittorica in corso a Palazzo Strozzi, infatti, l’omonima Fondazione ha commissionato un’opera musicale al compositore Bruce Adolphe che, dopo il debutto a New York, avrà la sua prima esecuzione europea a Firenze venerdì 8 ottobre, al Teatro Goldoni, grazie alla collaborazione con il Maggio Musicale Fiorentino che ha messo a disposizione il gioiello lorenese posto a due passi da Palazzo Pitti.
Adolphe ha messo in musica versi composti dallo stesso Agnolo di Cosimo detto il Bronzino (Monticelli, Firenze 1503 – Firenze 1572), oltre che sommo pittore anche valente poeta, fra cui parte di un “poema comico” intitolato La cipolla, ed inoltre un madrigale che lo stesso Bronzino dedicò alla potessa Laura Battiferri – il cui ritratto è esposto in mostra -, un sonetto della Battiferri e inoltre e sonetti del Petrarca tratti dal libro che la dama ritratta tiene in mano. Una composizione circolare, dunque, con continui rimandi elettivi nei testi rinascimentali, che il compositore riveste di note affidate ad un organico strumentale formato da viola da gamba, clavicembalo, vibrafono e le cinque voci del Currende Ensemble, cui si aggiungerà il baritono Erik van Nevel al quale è affidata anche la direzione dell’ensemble.
Così l’autore (www.bruceadolphe.com) spiega la genesi e gli intendimenti del suo lavoro, intitolato Dell’arte e delle cipolle: omaggio al Bronzino: “Quando James Bradburne, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi, mi ha chiesto di comporre un brano basato sulla poesia di Bronzino, mi sono sentito onorato e anche sorpreso, perché non sapevo che questo grande artista del Rinascimento fosse anche un poeta. Bradburne ha ritenuto che la realizzazione di un brano musicale sarebbe stato un modo ideale per collegare le due eccezionali esposizioni del 2010 sulla produzione dell’artista: quella grafica al Metropolitan Museum of Art di New York e quella pittorica a Palazzo Strozzi a Firenze. Ho realizzato un lavoro nel quale il Bronzino si lamenta del calo dell’ispirazione e ho aggiunto una parte del suo poema comico intitolato La cipolla. Nella Cipolla, Bronzino paragona la vita e l’arte a una cipolla e io ho scelto di interpretare i versi in cui scrive con fervore di arte e di poesia  evidenziando questa sua singolare prospettiva. La musica rinascimentale italiana è da sempre stata una delle mie passioni e questo mi ha permesso di leggere molto sulla sua poesia e capire la sua ritmica, il suo immaginario e la sua tradizione.
Ho scritto un testo sulla poesia del Bronzino come introduzione per il libro di Deborah Parker,  Bronzino: Renaissance Painter as Poet (Cambridge University Press) e durante il  mio lavoro di studio mi sono appassionato alla figura di Laura Battiferri, poetessa e amica del Bronzino. Per questo motivo ho scelto il sonetto – Salutar Piante e il madrigale Mentre ch’all’ombra d’un frondoso alloro - che Bronzino compose per lei. Nel ritratto che le fece Bronzino ella sorregge un libro di sonetti del Petrarca e quindi ho deciso non solo di tradurre in musica la poesia realizzata dal Bronzino per lei ma anche parte dei sonetti realizzati dal Petrarca contenuti nel libro che Laura tiene in mano nel dipinto (Il mio volta il consuma). La scelta dell’insieme degli strumenti riflette la volontà di Bradburne che il pezzo sia al passo con la musica rinascimentale e il mio desiderio di integrare in una prospettiva moderna l’uso del vibrafono. Credo che il vibrafono sia uno strumento che si combina molto bene con il clavicembalo, mentre la viola da gamba, è capace di incredibili sfumature e delicatezza. Nel corso della performance si succederanno varie combinazioni di strumenti e voci. Il momento centrale del concerto sarà un pezzo strumentale per viola da gamba, clavicembalo e vibrafono, intitolato Venere  che rappresenta un tributo al famoso quadro del Bronzino che rappresenta la dea dell’amore e della bellezza. Per l’ultima parte del concerto  ho scelto di tornare sulla linea di pensiero del Petrarca  che riconduce a più adeguate proporzioni: “Che quanto piace al mondo è breve sogno”.
L’ingresso al concerto è gratuito, fino ad esaurimento dei posti disponibili. E’ dunque consigliabile prenotarsi, telefonando allo 055 2469600.